martedì 2 ottobre 2018

LA VALIGIA DI CARTONE .

LA VALIGIA‭  ‬DI CARTONE‭ .
ROMANZO‭ – ‬DI Giovanni Maffeo‭  ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬-

Presentazione‭ ‬:
Nome:‭ ‬Giovanni Maffeo
Poetanarratore‭ ‬.‭

In questa mia narrativa dei miei pensieri‭ ‬,dell’umana gente.‭ ‬La poesia trionfa nella mia travagliata e meravigliosa vita.‭ ‬Con molti anni alle mie spalle apro i miei occhi al mondo,‭ ‬nell’anima mia,‭ ‬al mio fiorito luogo natale‭ ‬.‭ ‬tra colli e il mare.‭ ‬Incomincio a meditare‭ ‬,a esporre un fraseggio del mio immaginario di poeta narratore.‭ ‬Racconto a voi a tutte le genti‭ ‬:dialoghi‭ ‬,storie narrativa ‭  ‬di me‭; ‬della mia gente,‭ ‬del mio stato d’animo,‭ ‬del mio pensiero‭ ‬,passando ad allargare lo spazio della natura‭ ‬,come della storia‭ ‬,cercando con ansia cosmica le vie del cielo risalendo con spirito d’umana virtù‭ ‬.Non solo ai primi abitatori della terra che le leggende e le favole ricordano.‭ ‬Oggi che viviamo nel ventesimo secolo dove tutto è superato‭ ‬,rimane il pensiero della gente,‭ “‬la poesia‭”‬.‭ ‬Giovanni Maffeo,‭ ”‬il poeta narratore‭” 

‭ “‬IL PENSIERO DEL POETA NARRATORE‭” ‬da qui incomincia a scrivere narrativa per ampliare la sua natura appariscente‭ ‬.Ama la realtà delle cose e del bel divenire‭ ‬,coglie momenti di gioia e di sacrificio e si mostra nudo al mondo della letteratura‭ e della poesia ‬.

Introduzione‭ ‬.
Si vuole narrare un tempo ove in Italia da qualche anno finita l’ultima guerra mondiale‭ ‬,‭ ‬il tempo fanciullo di Giovannino‭ ‬,il mio tempo‭! ‬Della mia Emigrazione in terra bergamasca‭ ‬,della mia‭ “‬Valigia di cartone‭ “
‭Narrazione in seconda persona ,ma è comunque la mia storia .
Voglio dunque non solo mostrare in parole la mia infanzia‭ ‬,ma evidenziare un vivere quotidiano diverso da oggi che per molti di noi oggi è profano‭ ‬,è antico‭ ‬,o meglio obsoleto‭ ‬,ma allora si risorgeva‭ ‬,come dalle rocce sorge l’acqua pura‭ ‬,la vita si ostentava e la fame si sentiva‭ ‬.Un mondo contadino per la maggior parte fatto di mezzadria ove il patriarcato della nobiltà era ancora vincente e evinceva il dominio padronale che per secoli hanno dominato un sistema feudale e se vogliamo monarchico‭ ‬.‭ ‬Fu infatti il dopo guerra a smantellare questo potere‭ ‬,a dare una maggiore uguaglianza al popolo per una nuova era‭ ‬,per una ricostruzione‭ ‬.Da qui le molte fabbriche del nord Italia permettevano ai molti contadini del sud ad emigrare‭ ‬,a farsi una nuova vita e dare ai figli una maggiore sicurezza economica e sociale‭ ‬.

Questo infatti produsse ricchezza e stabilità economica per tutti‭ ‬,ma a mio dire sconcertò quello che fu l’appartenenza‭ ‬,il modo di vivere e nella stessa Itali‭ ‬,tra gli stessi fratelli ci furono screzi di razzismo‭ ‬.Questo già fu annunciato nel‭ ‬1850‭ ‬con l’unione d‭’ ‬Italia‭ ‬,il potere dunque creato dagli uomini senza scrupoli permise a saccheggiare e a sminuire un sud fiorente e con l’evento della guerra distrusse il poco di buono che era rimasto‭ ‬.Il sud dunque fu teatro non solo dei tanti popoli che lo avevano vissuto e appropriato‭ ‬,‭ ‬ma reso talmente povero che le classi più deboli si videro migrare in America in Belgio‭ ‬,in Francia‭ ‬,in Germania‭ ‬,in molte nazioni del mondo‭ ‬.I pochi rimasti fecero studiare i figli con sacrifici‭ ‬,da questi poi professori molti insegnarono al nord‭ ‬,un po‭’ ‬in tutta la nazione‭ ‬,oltre occuparono per la maggior parte le cattedre del nord e uffici pubblici‭ ‬,un esercito di statali derivanti per la maggior parte dal sud‭ ‬.

L’invidia dunque era feroce‭ ‬,‭ ‬come era ostile la frequenza nelle fabbriche del nord‭ ‬,un contrasto razziale senza pari‭ ‬.In questa narrativa dunque vi porto a scoprire l’Italia dei tempi‭  ‬passati‭ ‬,‭ ‬tempi in cui come detto c’era tanta fame‭ ‬,ma non solo di cibo‭ ‬,di inventiva,‭ ‬di credibilità‭ ‬,di un riprendere in mano la vita e creare,‭ ‬conquistare un benessere con fatica acquisito‭ ‬.Ad oggi questi valori si sono affievoliti‭ ‬,si sono persi‭ ‬,l’evento della ricchezza ha portato lo sfacelo sociale e per i molti imprenditori‭ ‬,per molti lavoratori si soffre una crisi senza pari‭ ‬.I più furbi hanno saccheggiato di nuovo l’Italia e ci vorrà un’altra ricostruzione‭ ‬,non solo strutturale e economica‭ ‬,‭ ‬ma anche di vedute e concezioni diverse sempre che ci sarà il modo e la volontà di farlo‭ ‬.

La fine della seconda guerra mondiale vedeva un'Italia sconfitta ed occupata da eserciti stranieri al pari della Germania e delle altre potenze dell'Asse,‭ ‬condizione che aggravava la cronica distanza nei confronti dei paesi dell'Europa più sviluppata di cui soffriva sin dall'epoca del Risorgimento ed a cui sfuggivano solo poche isole felici.‭ ‬Le nuove logiche geopolitiche della Guerra fredda contribuirono,‭ ‬tuttavia,‭ ‬a far sì che l'Italia,‭ ‬paese cerniera fra l'Europa Occidentale,‭ ‬la Penisola Balcanica,‭ ‬l'Europa Centrale e l'Africa Settentrionale,‭ ‬vedesse del tutto dimenticato il suo antico ruolo di potenza nemica e potesse così godere,‭ ‬a partire dal‭ ‬1947‭ ‬di consistenti aiuti da parte del piano Marshall,‭ ‬valutabili in circa‭ ‬1.2‭ ‬miliardi di dollari dell'epoca‭
La fine di tale piano‭ (‬1951‭) ‬coincise inoltre coll'acme della Guerra di Corea‭ ‬1950-1953,‭ ‬il cui fabbisogno di metallo ed altre materie lavorate fu un ulteriore stimolo alla crescita dell'industria pesante italiana.‭ ‬Si erano poste così le basi d'una crescita economica spettacolare,‭ ‬destinata a durare sino alla crisi petrolifera‭ ‬1763‭ ‬ed a trasformare il Bel paese da Paese sottosviluppato dall'economia eminentemente agricola ad una delle nazioni più sviluppate dell'intero pianeta.‭ ‬Per esempio,‭ ‬nei tre anni che intercorsero tra il‭ ‬1959‭ ‬ed il‭ ‬1962,‭ ‬i tassi di incremento del reddito raggiunsero valori da primato:‭ ‬il‭ ‬6,4%,‭ ‬il‭ ‬5,8%,‭ ‬il‭ ‬6,8%‭ ‬e il‭ ‬6,1%‭ ‬per ciascun anno analizzato.‭ ‬Valori tali da ricevere il plauso dello stesso presidente statunitense Johon F.‭ ‬Kennedy in una celebre cena col presidente Antonio Segni‭ ‬.

Questa grande espansione economica fu determinata in primo luogo dallo sfruttamento delle opportunità che venivano dalla favorevole congiuntura internazionale.‭ ‬Più che l'intraprendenza e la lungimirante abilità degli imprenditori italiani‭ ‬,‭ ‬ebbero effetto l'incremento vertiginoso del commercio internazionale e il conseguente scambio di manufatti che lo accompagnò‭ ‬.‭ ‬Anche la fine del tradizionale ‭  ‬protezionismo dell'Italia giocò un grande ruolo in quella fase‭ ‬.‭ ‬In conseguenza di quell'apertura,‭ ‬il sistema produttivo italiano ne risultò rivitalizzato,‭ ‬fu costretto ad ammodernarsi e ricompensò quei settori che erano già in movimento.‭ ‬La disponibilità di nuove fonti di energia e la trasformazione dell'industria dell'acciaio furono gli altri fattori decisivi.‭ ‬La scoperta del metano e degli idrocarburi in val padana,‭ ‬la realizzazione di una moderna industria siderurgica sotto l'egida dell'IRI,‭ ‬permise di fornire alla rinata industria italiana acciaio a prezzi sempre più bassi.
Il maggiore impulso a questa espansione venne proprio da quei settori che avevano raggiunto un livello di sviluppo tecnologico e una diversificazione produttiva tali da consentir loro di reggere l'ingresso dell'Italia nel Mercato comune.‭ ‬Il settore industriale,‭ ‬nel solo triennio‭ ‬1957-1960,‭ ‬registrò un incremento medio della produzione del‭ ‬31,4%.‭ ‬Assai rilevante fu l'aumento produttivo nei settori in cui prevalevano i grandi gruppi:‭ ‬autovetture‭ ‬89%‭; ‬meccanica di precisione‭ ‬83%‭; ‬fibre tessili artificiali‭ ‬66,8%.Ma,‭ ‬va osservato che il‭ «‬Miracolo economico‭ » ‬non avrebbe avuto luogo senza il basso costo del lavoro.‭ ‬Gli alti livelli di disoccupazione ‭  ‬negli anni cinquanta furono la condizione perché la domanda di lavoro eccedesse abbondantemente l'offerta,‭ ‬con le prevedibili conseguenze in termini di andamento dei salari.

Il potere dei sindacati era effettivamente fiacco nel dopoguerra e ciò aprì la strada verso un ulteriore aumento della produttività.‭ ‬A partire dalla fine degli anni cinquanta infatti,‭ ‬la situazione occupazionale mutò drasticamente:‭ ‬la crescita divenne notevole soprattutto nei settori dell'industria e del terziario.‭ ‬Il tutto avvenne,‭ ‬però,‭ ‬a scapito del settore agricolo.‭ ‬Anche la politica agricola comunitaria assecondò questa tendenza,‭ ‬prevedendo essa stessa benefici e incentivi destinati prevalentemente ai prodotti agricoli del Nord Europa:‭ ‬tendenza del resto inevitabile,‭ ‬visto il peso specifico ormai raggiunto da aziende quali Olivetti e Fiat dentro e fuori dall'Italia,‭ ‬e la potenza di capitani d'industria come Giovanni Agnelli rispetto ai deboli governi della ‭  ‬prima repubblica Italiana‭ ‬.

Vi lascio dunque a questo mio racconto‭ “ ‬LA VALIGIA DI CARTONE‭ “ ‬ove ne sono protagonista mostrandovi le due realtà e le due ere che si sono susseguite‭ ; ‬l’era manuale‭ ‬,‭ ‬l’era meccanica‭ ‬,‭ ‬e l’era elettronica‭ ‬,oggi anni‭ ‬2014‭ ‬entriamo nella terza era‭ ‬,‭ ‬molto diversa‭ ‬,molto più specializzata‭ ‬,ma anche molto disfattista per l’occupazione numerica‭ ‬,per la complicazione propositiva e specialistica‭ ‬.
Era l’inizio del‭ ‬1955‭ ‬,ero un bambino‭ ‬,ad oggi ricordo i minimi particolari come se fosse ora‭ ‬:‭ ‬racconto di me,‭ ‬di quel tempo,‭ ‬di come era la vita di allora e i luoghi col seguire degli eventi e dei fatti accaduti‭ ‬,un’esplorazione nella mia mente dei ricordi‭ ‬.
Gli anni passavano come il vento e l’infanzia era oramai alle spalle‭ ‬,si faceva avanti l’adolescenza con i suoi primi sintomi di frenesia ove i profumi affioravano il sentire di Giovannino‭ ‬.Il cambiamento era nell’aria‭ ‬,come la musica‭ ‬,il vestire‭ ‬,la voglia di vivere quell’epoca del dopo guerra‭ ‬.cominciavano gli anni sessanta‭ ‬,un’era che ha segnato la storia‭ ‬.Forse è troppo presto di parlare di valige‭ ‬,perché Giovannino prima di andare via dal suo paese ha molte altre storie della sua infanzia da raccontare‭ ‬.In questa prima parentesi si dà accenno al suo tempo in cui si fecero i preparativi per emigrare in terra Bergamasca‭ ‬,infatti tende a portarsi avanti per poi tornare indietro‭ ‬,ma che comunque altre storie vi verranno narrate‭ ‬.

Dopo il lungo inverno passato alla casa di campagna Giovannino si prepara con i suoi a emigrare in terra bergamasca‭ ‬,‭ ‬era l’inizio della primavera e le prime gemme spuntavano dai rami‭ ‬,si accorse che molte erano le cose da fare‭ ‬:salutare gli amici‭ ‬,quelli con cui aveva trascorsi momenti felici‭ ;‬c'era Amedeo Falgidano‭ ‬,Giuseppe Picardi‭ ‬,‭ ‬amici stretti‭ ‬,amici per la pelle‭ ‬,quante le avventure fatte assieme‭ ! ‬Di recarsi a Candida paese di suo padre a salutare la zia Francesca e lo zio Luigi Cavallone e i suoi cugini‭ ‬,la sua nonna Giovanna Cutillo‭ ‬,‭ ‬la nonna paterna,‭ ‬che in quel tempo era ritornata al suo paese di Candida‭ ‬,lei nacque comunque a Boston in America‭ ‬,poi tornata ‭   ‬in Italia con suo padre che emigrò negli anni precedenti alla sua nascita‭ ‬.Giovannino oltre che andava dalla sua nonna ‭   ‬,doveva recarsi dal ciabattino e salutare tutti‭ ‬,insomma un da fare che ci volevano giorni per completare tutte quelle visite‭ ‬.‭ 

Lasciava dunque la sua amata terra e nel cuor suo c’era un velo di tristezza‭ ‬,capiva che lasciava qualcosa di cui lui ne era innamorato‭ ‬,‭ ‬la gente con cui aveva condiviso il bello della sua prima infanzia‭ ‬,le prime emozioni e gioie‭ ‬,le scorribande nei campi e le varie corse che spesso aveva fatto giù per la strada sdrucciola dove c’era‭ ‬,c’è la chiesetta della sua madonna‭ ‬,la madonna incoronata‭ ‬,dal viso dolce‭ ‬,col suo bimbo imbraccio e la corona sulla testa‭ ‬,spesso chiamata da Giovannino‭ ‬,‭ ‬la Madonna incoronata‭ ‬,‭ ‬li a pochi passi il laghetto dove con gli amici passavano momenti a guardare le rane i Gerini appena nati‭ ‬.

Correva Giovannino‭ ‬,correva ancora lungo quella strada‭ ‬,correva e non lo fermava nessuno‭ ‬,correva tra il vento e la pioggia tra le foglie che l’autunno si era lasciato alle spalle e l’erba fresca appena germogliata‭ ‬,tra i primi ciclamini e i canti di uccellini che annunciavano la nuova primavera‭ ‬,sentiva in se una nuova vita e a quella prossima che lo attendeva‭ ‬.‭ ‬Dopo aver salutato tutti‭ ‬,un pomeriggio di una giornata di sole si recò nei campi dove suo padre aveva lavorato‭ ‬,si avvicinò ad ogni albero di frutto alle viti ai ruscelli‭ ‬,ad ogni angolo dove lui era stato e passato momenti di quiete di armonia dove lui ne aveva raccolto gioia e si era sfamato con i frutti e la sua sete e fame‭ ‬,si recò sull’aia e ballò la danza dell’addio‭ ‬.

Pianse e rise e girandosi intorno guardò il cielo azzurro mentre l’aria fresca lo invadeva e colse l’abbraccio del sole.‭ ‬Colse l’attimo del cambiamento che per lui incerto ma sorprendente‭ ‬.Aveva solo dieci anni Giovannino a quell’epoca e un altro mondo lo attendeva‭ ‬,altre strade da percorrere altre storie diverse da raccontare‭ ‬,di un tempo fanciullo‭ ‬,di nuovi amici‭ ‬,di un inizio che ancora in lui era sorpresa e non sapeva cosa lo aspettasse‭ ‬,recarsi in una città del nord Italia era per lui una enorme meta‭ ‬,come se fosse una montagna da valicare‭ ‬,da raggiungere quasi a piedi‭ ‬,e si,che lui di corse ne faceva,era il più veloce del paese che a quei tempi solo lui e un altro dal nome Gerardo erano capaci‭ ‬,‭ ‬anche lui rosso di capelli‭ ‬,e nelle gare che facevano intorno al paese quasi sempre uno dei due vinceva‭ ‬.‭ 

Lasciava la festa patronale‭ ‬,i fuochi d’artificio‭ ‬,le bancarelle e il muso del maiale‭ ‬,questo cotto veniva mangiato con il limone‭ ‬,lasciva le luci colorate che in quella ricorrenza venivano messe in tutto il paese‭ ‬,la banda che suonava sul palco e i cantanti che allora rallegravano le serate di festa ‭   ‬,‭ ‬questi erano cantanti famosi che negli anni sessanta giravano al sud‭ ‬,per le feste patronali‭ ‬,lasciava la sua chiesa dove piccolino si recava a pregare‭ ‬,il monte Serrone‭ ‬,‭ ‬i santuari che la sua nonna gli aveva fatto conoscere,il monte Vergine‭ ‬,il monte sacro,‭ ‬dove i devoti facevano voto di penitenza recandosi su a piedi‭ ‬.‭ 

Lasciava la sua micia‭ ‬,il suo cane‭ ‬,che capiva che se ne andava e gli faceva le fusa,il suo cane gli scodinzolava la coda e faceva bau,come dire:perché te ne vai‭? ‬La stazione dove spesso si era recato per andare al cinema ad Atripalda un paese limitrofo ad alla città di Avellino ‭   ‬,rivedeva la fattoria della nonna Giovanna e quella della nonna Luisa e nel suo stomaco tutto si ristringeva‭ ‬,ma oramai era un giovanotto con una folta chioma riccia si sentiva un uomo o quasi.‭
Arrivato il giorno della partenza e preparatosi la sua valigetta di cartone con pochi panni dentro e poche cose sue personali‭ ‬,lui e la sua famiglia si incamminarono a piedi alla stazione del suo paese Salza Irpina a prendere il treno per Avellino‭ ‬,da li poi per Napoli e da Napoli a Milano per poi seguire il percorso per Bergamo‭ ‬.‭ 

Giovannino partì da quella terra nel lontano‭ ‬1961‭ ‬e fu ospite in terra bergamasca‭ ‬,seguiranno altre
Nel lontano‭ ‬1961‭ ‬,esattamente nel mese di Febbraio Giovannino approda sulla terra promessa‭ ‬,la terra Lombarda‭ ‬.Faceva ancora molto freddo e il viaggio fu lungo in quel treno che a quei tempi dava l’immagine di una avventura‭ ‬,suo padre aveva preparato delle merende per quel lungo viaggio‭ ‬,delle grosse fette di pane che sua madre aveva sfornato per l’ultima volta dal forno‭ ‬,con dentro del formaggio e del salame‭ ‬,companatico che lui stesso aveva prodotto‭ ‬,una bottiglia di vino e dell’acqua‭ ‬,Giovannino e suo fratello Saverio e Giovanna e la piccola Maria Grazia guardavano meravigliati i paesaggi che dal treno si lasciava alle spalle‭ ‬,tutto sembrava meraviglia‭ ‬,la mamma anch’essa era un po timorosa ed emozionata‭ ‬,dopo tempo rivedeva la sua mamma e il suo padre già residenti da un po‭’ ‬di tempo a Bergamo‭ ‬,ma il padre di Giovannino essendo già stato su era tranquillo‭ ‬,e per due lunghi anni aveva trovato lavoro a una grande fabbrica di metal meccanica‭ ‬,questa ditta gli aveva dato opportunità di lavoro e di sicurezza per la sua famiglia e per avere una certezza di un lavoro‭ ‬.
D’altro canto erano gli anni della ricostruzione e molte fabbriche del nord richiedevano manodopera‭ ‬.Era il tempo dove in molti settori si apriva il bum economico e tutti ‭   ‬ne fecero tesoro‭ ‬,come furono molte le situazioni politiche‭ ‬:di seguito infatti ci furono molte stragi e molti morti‭ ‬,un paese il nostro di radici antiche‭ ‬,di gente colta e grandi avventurieri‭ ‬,di poeti e di scienziati,di gente semplice e grandi sognatori‭ ‬,ma anche di furfanti e malfattori‭ ‬.

Comunque tutto era novità per Giovannino‭ ‬,alle varie fermate delle stazioni di Napoli‭ ‬,di Firenze‭ ‬,di Bologna Giovannino guardava curioso il nuovo mondo‭ ‬,le grandi costruzioni e i grandi condomini e palazzi d’ogni misura‭ ‬,sentiva quel odore diverso dal suo luogo e apprezzava il bello che vedeva‭ ‬,tra la gente notava il vestire elegante e si sentiva un po pezzente‭ ‬,lui che vestiva semplice‭ ‬:un pantalone comperato al mercato di Atripalda e una maglia regalatogli da un suo zio che nel passato era stato da loro a trascorrere le vacanze‭ ‬,un cappottino sgualcito e delle scarpe che il ciabattino gli aveva dato in occasione quando andò a salutarlo,notava la natura che in quel fine di febbraio si stava svegliando nell’attesa della prossima primavera e vedeva già le prime gemme sui rami,notava le grandi ‭   ‬distese dei campi e il colore della terra in quei primi tratti era nera,i colli della Toscana e le bellezze della bella Roma‭ ‬,i profumi della Romagna e il suo mare‭ ‬,e le distese della Lombardia grandi pianure‭ ‬.‭ 

La sua mamma accarezzava a se i suoi piccoli e con una timida voce gli sussurrava:‭ ‬comportatevi bene ora che andiamo su,‭ ‬rispettate gli altri e fatevi voler bene da tutti‭ ‬,li si trovavano già i nonni materni che in precedenza si erano trasferiti un paio d’anni prima‭ ‬,il nonno Saverio e la nonna Luisa‭ ‬,quelli che avevano la fattoria nei pressi della stazione di Salza Irpina.‭ ‬Il padre aveva affittato un appartamento dal cugino di Giovannino‭ ‬,figlio del nonno Saverio‭ ‬,questo appartamento era sito nella città antica di Bergamo e lo aveva già arredato con gli arredi necessari per tutta la sua famiglia.‭ ‬Arrivati a Milano Giovannino vide l’enorme stazione e la moltitudine di gente che andava e veniva‭ ‬,gente d’ogni ceto sociale che frenetica si muoveva in quel quotidiano per lui tutto strano.
Preso il treno locale per Bergamo si avvicinava alle montagne della Bergamasca e l’aria fresca si sentiva sempre di più,il manto nevoso faceva da cornice e tutto dentro di lui era una evolversi di novità‭ ‬,‭ ‬un traguardo che stava per avverarsi nella nuova terra.‭ ‬Dopo qualche ora arrivarono a Bergamo‭ ‬,alla stazione nessuno era ad attenderli‭ ‬,preso il tram si arrivano alle porte di San Giacomo‭ ‬,passando per le porte di San Agostino‭ ‬,qui la strada costeggiava tutte le mura della città antica e si vedeva la città bassa un panorama incantevole per Giovannino‭ ‬,un nuovo luogo che già in lui gli si apriva ai suoi occhi come un qualcosa di bellissimo e travolgente‭ ‬.

Arrivati alle porte di San Giacomo scende dal pullman con la sua famiglia‭ ‬.Era una giornata come detto fredda‭ ‬,un bel sole faceva riflesso sui palazzi antichi e dava quella immagine di un antico coinvolgente‭ ‬,presero la stradina che li portava alla nuova dimora e Giovannino diceva al padre:‭ ‬Papà‭ ‬,‭ ‬papà‭ ‬,ma quando arriviamo‭ ?‬Ho fame‭! ‬Il padre tranquillo e sorridente lo tranquillizzava‭ ‬,gli diceva che ancora qualche metro e si sarebbero finalmente casati‭ ‬,le valige erano pesanti e tante erano state le fatiche a portarle a spalla‭ ‬.‭ … ‬finalmente arrivati presero una strettoia‭ ‬,la via Arena‭ ‬,questa sita dietro al Duomo di città alta‭ ‬,lì dove ha sede la piazza antica‭ ‬,la piazza vecchia così chiamata‭ ‬,salgono diverse scale e entrano in quella casa svuotano le valige e Giovannino sempre curioso chiese ai suoi di uscire per un attimo‭ ‬,per andare a vedere quel luogo‭ ‬.
Si recò alla piazza vecchia e vide tantissimi colombi‭ ‬,una meraviglia‭! ‬Era come se fosse stato sulla sua aia a giocare‭ ‬,con la differenza che li c’erano i colombi‭ ‬,‭ ‬mentre sulla sua aia c‘era di solito la paglia per il fieno e il grano da macinare‭ ‬,si addentrò nel centro della piazza e con lo stupore di molti si volteggiò su se stesso‭ ‬,‭ ‬alzò le mani al cielo e i colombi volarono in alto tra il cielo azzurro‭ ‬,‭ ‬tra se un grido di gioia e lo manifestò per aver trovato un luogo che a lui piacque già da subito,vedeva così la nuova terra‭ .

Proseguo con la nuova occupazione lavorativa di Giovannino:
Dopo qualche giorno che si era stabilito nella nuova casa‭ ‬,in via Arena nella città vecchia di Bergamo Giovannino cominciò ad ambientarsi alla nuova vita‭ ‬,qui l’abitazione non era come la casa di campagna che era spaziosa e intorno c’erano giardini e campi‭ ‬,ma restava tutto più chiuso in una architettura antica‭ ‬,dove comunque lui apprezzava quel fascino fiabesco dell’antico tempo.‭
Trovava quindi il colle aperto e San Virgilio‭ ‬,località queste collegate alla stessa città vecchia non lontane dalla piazza vecchia‭ ‬,qui si affacciava,si affaccia‭ ‬,‭ ‬la veduta della città bassa e specialmente nelle giornate di sole o a tarda sera si vede la bellezza della distesa del territorio con le tante costruzioni‭ ‬,contornata da mura altissime‭ ‬,una cornice romantica per la lunga passeggiata di questo luogo‭ ‬.Fa presto conoscenza con altri ragazzini lì residenti e comincia da subito a relazionarsi con loro‭ ‬,conosce Salvatore Murro e Nicola Adobati‭ ‬,due ragazzi anch’essi emigranti‭ ‬,uno dalla Sardegna e l’altro di padre Siciliano e madre bergamasca e che subito ne divine amico‭ ‬,questi a sua volta gli fanno conoscere altri amici‭ ‬,Nino e Andrea e di seguito altri che nel racconto vi citerò.‭
Ora però parliamo di lavoro:‭ ‬come vi avevo detto lo zio di Giovannino Amato Giangregorio figlio di suo nonno materno aveva fatto il servizio militare a Bergamo e da questi si casò a Bergamo e si sposò con una ragioniera bergamasca aveva aperto una ditta di maglieria e aveva diverse lavoranti e lo zio volle che anche Giovannino andasse a lavorare da lui‭ ‬,le sue mansioni erano di seguire l’addetto ai telai di maglieria e aiutare lui nel imbustare e scatolare le maglie per poi spedirle in tutta Italia e all’estero‭ ‬,un laboratorio al quanto funzionale e ben organizzato‭ ‬.‭ 

Iniziò subito Giovannino e fu presto gratificato dall’accoglienza di tutti‭ ‬,in particolare dalle ragazze che come detto erano molte‭ ‬,alcune lo coccolavano e gli sorridevano‭ ‬,lui con poca malizia diventava subito rosso e a volte non capiva‭ ‬,già comunque era rosso di capelli poi si ci metteva il rossore della pelle e diventava una fiamma,ma gli piaceva ricevere quelle aggraziate attenzioni‭ ‬,non era mai stato a contatto di una donna e lì di femmine ce n’erano ed erano anche molto belle‭ !‬Sentiva già allora quel profumo di donna che mai aveva sentito e capiva quanto fosse eccitante tutto quello.‭
Erano molti i favori che gli chiedevano le ragazze‭ ‬,e con scuse varie lo solleticavano e a volte abboccava ingenuamente‭ ‬,Giovannino annuiva e con parole di consenso gli mostrava tutta la sua disponibilità e simpatia‭ ‬.Capitò che negli anni seguenti si innamorò perfino di una di queste con scarsi risultati‭ ‬,‭ ‬ma la timidezza lo penalizzava e non riusciva a farsi avanti‭ ‬,davanti a tanta grazia e tanta abbondanza in se soffriva‭ ‬,vedeva i loro grembiuli scollati che d’estate vestivano ‭   ‬quasi tutte sbottonate davanti e le cosce e il loro corpo si mostrava sensuale e invitante,insomma era un piacere a vedere tanta grazia di Dio,ma anche una sofferenza per lui che incominciava a sentire il fremito del desiderio‭ ‬,avrebbe voluto toccare accarezzare quei corpi sensuali‭ ‬,anche perché più volte gli fu dato opportunità di farlo‭ ‬,ma lui aveva paura come se fosse un frutto proibito da mangiare‭ ‬,lui che era‭ ‬,è di sangue caliente tutto gli ribolliva nelle vene e non solo nelle vene‭ ‬,e fu in più occasioni che si ritrasse con la paura di essere rifiutato o di fare brutta figura.

Ora si pente per non aver accettato e averci con alcune di loro provato‭ ‬,ma già allora sentiva che per avere una storia ci doveva essere un qualcosa di sentito‭ ‬,di attrazione sentimentale altrimenti restava solo sesso‭ ‬,questo comunque fu per lui tabù per molti anni.‭
Si alzava alle sette di mattina un po‭’ ‬come per la casa di campagna quando con sua sorella ‭   ‬andava in paese a portare il latte alla gente e poi recarsi a scuola‭ ‬,qui invece ‭   ‬a piedi si incamminava dalla città alta alla città bassa per andare ‭   ‬al laboratorio ‭   ‬dello zio che si trovava quasi al centro della città‭ ‬,molto vicino al Sienterone‭ ‬,luogo questo centrale di Bergamo,‭ ‬nei pressi di via Borfuro una laterale di via San Orsola dove poi seguiva il Sienterone presso porta nuova‭ ‬,qui arrivava per le otto e subito incontrava suo zio e altri lavoranti‭ ‬.
Le giornate passavano e lui presto imparò le varie funzioni del grande macchinario,era un grande telaio dove venivano tessute la varie parti delle maglie‭ ‬,queste parti venivano poi rimagliate dalle ragazze per poi diventare maglie o maglioni completi.‭
La sera verso le sette smetteva il lavoro e sempre a piedi saliva per la via San Alessandro‭ ‬,da qui a metà strada arrivava al paesetto‭ ‬,una piccola contrada dove abitavano alcuni zii e la sua nonna Materna Luisa,a volte nel tragitto si fermava a salutarli e poi riprendeva il cammino per la sua casa‭ ‬,come se non fosse cambiato nulla dal tragitto della casa di campagna‭ ‬,solo che lì c’era un ambiente cittadino‭ ‬,mente al suo paese c’era un ambiente paesano‭ ‬,ma il percorso era simile‭ ‬,e lui correva‭ ‬,correva sempre ‭   ‬anche lì‭ ‬,gli mancava la chiesetta della sua madonna incoronata e il laghetto con i pesci che non avrebbe mai più visto‭ ‬,in compenso c’era un’altra chiesetta in quel tragitto anch’essa della madonna che nel salire quella strada la incontrava e tra se recitava ancora la preghiera(l’ave Maria‭ ) 

Giovannino rimane sempre più attratto dal nuovo mondo‭ ‬,dal nuovo luogo della città antica di Bergamo.‭ ‬Una città che racconta la sua antica storia e le sue chiese e monumenti e strutture antiche ne parlano per lei.‭ ‬Giovannino ne continua a raccontare‭ ‬,racconta di se‭ ‬,della sua fanciullezza di quel tempo‭ ‬,meta dei suoi ricordi e esplorazioni nuove.‭ ‬Lo fa con parsimonia con amore‭ ‬,evidenziandone i particolari‭ ‬,specialmente quelli storici per dare un senso al trascorrere del tempo e lasciare una impronta non solo sua ma delle epoche che si susseguono‭ ‬,si mutano e si evolvono‭ ‬.Infatti in ogni luogo dove lui ha vissuto‭ ‬,vive la sua vita‭ ‬,ne fa e da memoria‭ ‬,del suo passato e della storia.‭
Una storia che ha importanza per raccontare‭ ‬,ha la sua valenza per l’emotiva e sensibilità‭ ‬,per capire e far capire che ogni essere non è mai stato radicato per sempre nel proprio luogo nativo‭ ‬,ma branche di esse hanno ramificato discendenze‭ ‬,hanno fatto progenie e si sono diffuse nel mondo della nostra amata terra senza dare affermate appartenenze di fissa dimora,ma da uomini liberi che viaggiano nel tempo della vita.‭ ‬Vi racconto quindi accenni di storia bergamasca per poi passare al raccontino di Giovannino.‭ 

Quindi Bergamo oltre che città antica‭ ‬,città d’arte e storia:‭
Bergamo è nota anche come città dei mille‭ ‬:l’otto Giugno del‭ ‬1859‭ ‬Giuseppe Garibaldi fa il suo ingresso nella città ponendo fine al dominio Austriaco passando dalle porte di San Lorenzo‭ ‬,che presto vennero battezzate‭ ‬,porta Garibaldi‭ ‬,l’anno successivo nel‭ ‬1860‭ ‬e con‭ ‬174‭ ‬bergamaschi partirono nella spedizione dei mille,testimonianza questa dello stesso generale che ne dettò elogio di essi come prodi valorosi e figli di Bergamo e dell’Italia nostra poi.
Ma come di solito Giovannino divaga‭ ‬,parla‭ ‬,parla, vuole che tutto e tutti siano in armonia‭ ‬,vuole che tutto sia scritto e sia fatto‭ ‬,tiene alla storia come alla genealogia‭ ‬,sa che molti sono i popoli‭ ‬,gli stessi che invasero la sua terra‭ ‬,lui di stirpe antica di origine Greca‭ ‬,e tra se pensa‭ ‬:che tutto il mondo è paese gente che si è unita tra loro dando vita ad altre progenie e discendenze‭ ‬,di razza e di cultura‭ ‬.‭
Infatti è di cultura che vi voglio parlare,di Giovannino ritorna a scuola:‭
al pensiero di raccontare egli sorride‭ ‬,come se un orgoglio si espande sul suo volto bambino‭ ‬,che non tramuta mai‭ ‬,resta sempre col suo ricordo fanciullo.‭
Ritornava da lavoro da suo zio‭ ‬,che come detto nel precedente racconto faceva il magliaio e per sua volontà decise di iscriversi alla scuola serale per acquisire la terza media‭ ‬,lui al paese aveva conseguito la quinta elementare con fatica e aveva ripetuto sia la terza che appunto la quinta‭ ‬,ora voleva riscattarsi e imparare qualcosa di più.‭
Erano i tempi del‭ ‬1965‭ ‬appena l’era che dette inizio al bum economico e in tutta Italia c’era fermento di industrializzazione e ricostruzione‭ ‬,molte erano le ditte che aprivano e il lavoro abbondava per tutti‭ ‬,ma la sua volontà era tanta‭ ‬,lavorava e finiva a sera ed era difficile conciliare tutto‭ ‬,ma i soldi servivano e come sempre trovò il modo per recarsi a scuola‭ ‬,frequentò corsi serali e con tanta buona volontà si prese la terza media pur questa sofferta e sudata‭ ‬.‭
Di sera tornava da lavoro e dopo aver cenato ripartiva con la sua cartella recandosi di nuovo a piedi nella città bassa e correva, correva, mai ne aveva fine quel correre‭ ‬,il suo limite di studio fu sempre il sei‭ ‬,e questo lo ha accompagnato per tutta la sua vita‭ ‬,non fu mai aiutato da nessuno‭ ‬,un fai da te precario che a volte in lui c’erano tanti attimi di sconforto e delusioni,ma non si arrendeva e andava avanti‭ ‬,la sua istruzione quindi ne diviene autodidatta pur avendo preso la licenza media‭ ‬,convinto di ciò cerca con tutte le sue forze di migliorare e la passione per il canto poetico e coinvolgente,‭ ‬spera sempre che in un prossimo futuro arrivi ad avere un voto in più alto‭ ‬,almeno un sette‭! ‬questo me lo darete voi che mi leggete‭? 

Furono quelli gli anni in cui Giovannino visse a pieno la sua vita da adolescente‭ ‬,ora cresceva e si poteva definire uomo‭ ‬,o quasi‭! ‬Adagio si incamminava verso la vita e man mano scopriva realtà nuove in quella epoca che tutto era fiorente‭ ‬,la magia degli anni sessanta‭ ‬,definita da molti boom economico‭ ‬,dove molte famiglie‭  ‬Italiane e europee scoprivano il progresso e la pace di quegli anni‭ ‬.
Ci furono le prime tecnologie dei media e delle attrezzature domestiche‭ ‬,la televisione fece il suo esordio in prima fila in molte case Italiane e cominciò la crescita del benessere e del lavoro per tutti‭ ‬,ricorreva l’anno‭ ‬1965‭ ‬e Giovannino aveva quindici anni‭ ‬,come raccontato nel precedente episodio‭ ‬,lui scoprì la politica e il suo idealismo‭ ‬,ma anche la gioia di divertirsi con gli amici‭ ‬,e sempre in quel periodo giravano canzoni di gruppi inglesi‭ ‬,i Rokes‭ ‬,‭ ‬i Polinestore i Beatles e altri‭ ‬,in Italia nasceva la gara musicale di San Remo e molti cantanti italiani ne cantarono di belle.
Ci fu il primo sbarco sulla luna e per un attimo si ebbe‭  ‬sensazione di trovare altri umani‭ ‬,Giovannino come detto continuava ad andare da suo zio e in mezzo alle ragazze si sentiva un re‭ ‬,seguiva con interesse quel bello di quel tempo e sentiva che c’era aria di fratellanza‭ ‬,cosa ad oggi svanita come la nebbia al sole‭ ‬,,ma ci furono molti episodi di odio politico‭ ‬,sia in America che in Italia‭ ‬,l’aria nuova cambiava e il benessere si diffondeva in stragi e paure‭ ‬,si creava il clima della tensione‭ ‬.A Dallas in Texas in una manifestazione popolare venne ucciso il presidente Kennedy‭ ‬,si racconta che appoggiava l’uguaglianza negra‭ ‬,da lì altre stragi‭ ‬,in Italia e in tutta Europa‭ ‬.
Nascevano molte canzoni cantate da diversi cantanti‭ ‬,quelle di Celentano‭ ‬,Adamo,Bobby solo,‭ ‬Little Tony‭ ‬,‭ i Beatles  e i Rlling stons ‬e molti altri ancora‭ ‬,‭ ‬Giovannino e i suoi amici andavano spesso al colle aperto di Bergamo ‭   ‬e lì si fermavano e col mangia dischi le ascoltavano‭ ‬,era un gruppo di circa quindici ragazzi‭ ‬,a volte oltre venti‭ ‬,occupavano il vialetto e diverse panchine e c’era quello che faceva scherzetti,‭ ‬quello che fumava la prima sigaretta per farsi vedere grande‭ ‬,quello che le sparava grosse e si mostrava spavaldo‭ ‬,quello che era pieno di appuntamenti con ragazze e frettoloso si fermava per poi tornare dopo cinque minuti‭ ‬,insomma dire che era un cinema era poco,ma c’era tanta armonia e gioia da vendere e da vivere‭ ‬.

Si,passò un po‭’ ‬di tempo da quel giorno che Giovannino arrivo nella piazza vecchia e alzò le mani al cielo‭ ‬,ora era diventato partecipe a tutta quella ghenga di amici come se fosse il padrone di città alta‭ ‬,conosceva ogni vicolo ed era tra i posti più belli di quella città‭ ‬,si recava spesso al cinema dei preti‭ ‬,dell'oratorio‭  ‬il cinema Semenarino‭ ‬,un cinema gestito dai preti dove lì era il ritrovo di tutti i ragazzi di città alta‭ ‬,erano in molti a quei tempi alcuni figli di migrati come me‭ ‬.‭
Ma i soldi‭ ! ‬Maledetti soldi,‭  ‬erano sempre pochi e trasferitosi poi nella città bassa in via Sant’Alessandro ai piedi della città antica‭ ‬,Giovannino si arrabattava per averne di più,aveva scoperto dove suo fratello nascondeva il suo salvadanaio e con furbizia gli ne prelevava alcuni,di solito erano le mille lire e con una spilla adagio,‭ ‬li tirava fuori anche perché in quel periodo dopo tante peripezie con suo padre si fece comperare la moto‭ ;‬era un Morini‭  ‬-il corsarino sport‭ ‬48‭ ‬di cilindrata‭  ‬,molto veloce a benzina‭ ‬,con questa moto era invidiato da tutti i suoi amici e spavaldo scorrazzava giù e su per la via delle mura che da città bassa portava in città alta.

Si sentiva libero Giovannino e tutto girava per il meglio‭ ‬,con il suo corsarino si portava in molti luoghi di cui le vallate bergamasche‭ ‬,ai laghi e alle città vicine a Bergamo‭ ‬,seguiva una unica direzione‭ ‬,questa per non perdersi e per capire che poi nel tornare indietro era la stessa‭ ‬,si era comperato occhiali scuri e un fatto fare da un sarto suo amico‭ ‬,dei pantaloni di gins tipo western come quelli de mandriani con gli occhielli in parte alla gamba e l’intreccio ‭   ‬della corda‭ ‬,delle camice su misura e un giubbotto di pelle nera‭ ‬,insomma era un centauro a tutti gli effetti‭ ‬.
Arrivati a gli anni settanta Giovannino aveva molti amici in più e con uno in particolare fondarono la Tana‭ ‬,un scardinato molto grande per poterci andare a ballare con la loro compagnia‭ ‬,misero divani‭ ‬,manifesti luci colorate‭ ‬,insomma crearono un ambientino mica male‭ ‬,molto accogliente per loro ma in particolare per le ragazze‭ ‬.Per Giovannino fu l’inizio di un’era fantastica scopriva per la prima volta ‭   ‬cose mai fatte‭ ‬,come il ballo‭ ‬,‭ ‬in particolare il lento ‭   ‬questo a luci spente si affusolava tra l’intimità adolescenziale‭ ‬,quindi questi lenti nascondevano i primi approcci e il bello che al buio accadeva‭ ‬,mano che scivolavano sui glutei‭ ‬,attiravano baci e giochi di lingua fino ad arrivare al fondo schiena per poi strusciarsi e stringersi forte‭ ‬,ed era talmente forte il fuoco che addosso si sentiva che entrambi cadevano in fusioni con la musica che suonava e suonava‭ …
Il problema nasceva quando mancavano le ragazze‭ ‬,e Giovannino per farsi e darsi vanto invitava le sue cugine‭ ‬,erano carine naturalmente‭ ‬,ma non erano abbastanza c’era bisogno di qualcosa in più in quella tana‭ ‬,direi di lupi‭ ! ‬E da come si era messa la cosa bisognava darsi da fare‭ ‬,non come oggi che si va a scimmiare nelle discoteche e assordarsi e a rompersi i timpani saltando come canguri senza nemmeno sfiorarsi‭ ‬,e se si trova la puzzona che l’ha sotto il naso‭ ‬,ma allora era tutto avventuroso e si decise di far partecipare con noi‭  ‬un’altra compagnia ‭   ‬,la compagnia del cinese‭ ‬,era un bel ragazzo di nome Fausto e molto elegante‭ ‬.

Alcuni di loro erano tipi non affidabili ma a noi non interessava basta che portavano le ragazze‭ ‬,quindi fu fatto un patto tra le due compagnie‭ ‬,‭ ‬quella di Giovannino e quella del cinese e per un lungo periodo questi vennero a ballare alla tana e tutto si svolgeva pacificamente‭ ‬,almeno lì poi fuori nei loro luoghi a noi non importava quello che combinavano‭ ‬,l’importante che quando venivano portavamo le donne altro non interessava‭ ‬.
E capitò in un lento che Giovannino ballo con una bella ragazza dal nome Carmen‭ ‬,questa si strinse a Giovannino e l’emozione saliva alle stelle‭ ‬,ci fu il primo bacio e incollato ad essa toccava il cielo‭ ‬,aveva baciato una ragazza per la prima volta e quel assaporare di lingua e di sapore d’amore ‭   ‬sentiva il suo odore‭ ‬,la sua carne che tra le braccia si scioglieva‭ ‬,come in una fusione evaporasse nei sensi della passione‭ ‬.Ma tutto finiva lì erano anche gli anni della semplicità e non della malizia e della violenza sessuale‭ ‬,ma per la maggiore erano quelli genuini‭ ‬,semplici e gentili‭ ‬,non c’era la scortesia e la male educazione anche il più cattivo era l’onesto nel corteggiare una donna‭ ‬.
Carmen quindi fu la prima donna che donò il suo bacio a Giovannino‭ ‬,e gli insegnò a baciare a fargli sentire ‭   ‬quel desiderio mai provato e dopo qualche tempo non la vide più‭ ‬,lui e i suoi amici continuarono ad andare col mangiadischi a colle aperto‭ ‬,a cantare la giovinezza di allora‭ ‬.
Volano quegli anni incantati‭ ‬,fantastici e meravigliosi che Giovannino vive con armonia e tanta felicità‭ ‬,odori e sapori si innestano nella sua anima ne lasciano tracce di bellezza‭ ‬,di candida e pura giovinezza‭ ‬,di sincerità tra le genti genuine di quei tempi‭ ‬,di un mondo fratello che nel bisogno una semplice parole un saluto veniva spontaneo dal cuore.

E compì i suoi diciotto anni il Giovannino uomo sempre a caccia d’amore che tra le tante non trova e non arriva mai‭ ‬,ma gli arriva la lettera dal ministero della difesa‭ ‬,la visita medica da passare a Brescia‭ ‬,tre giorni di varie e scrupolose visite mediche che i dottori dell’esercito dovevano convalidare o meno la sua idoneità‭ ‬,‭ ‬difatti lui si ferma un giorno in più avendo chiesto di entrare nel corpo dei paracadutisti‭  ‬,di questi furono scelti quattro baldi giovanotti di cui Giovannino‭ ‬.
Erano tempi irrequieti per Giovannino e quanto mai non lo erano o lo sono stati‭ ! ‬il suo stato di salute era ottima ma la sua sensibilità e il suo stato emoziona a volte lo tradiva e da quei quattro ragazzi ne fu scelto solo uno‭ ‬.questo era perfetto in salute e cioè la sua pressione sanguigna era positiva al massimo‭ ‬,d'altra parte a chi volesse fare quel tipo di addestramento doveva avere tale requisito salutare‭ ‬,e con una piccola amarezza a Giovannino gli fu assegnato il ruolo di assistente ai servizi vari nell’arma degli alpini nel corpo comando e sanità‭ ‬.

Ma andiamo per gradi‭ ‬:‭ ‬da prima fu mandato a San Rocco provincia di Cuneo‭ ‬,qui fece il car‭ ‬,un addestramento di quaranta giorni dove i militari venivano addestrati‭ ‬,a marciare‭ ‬,a conoscere le armi e i loro funzionamenti‭ ‬,a lanciare le bombe e a sparare al poligono‭ ‬,cosa che a Giovannino gli piaceva fare‭ ‬,gli piaceva stare assieme ad altri anche se tra i tanti c’era sempre il rompi‭ ‬,ma di questi veniva spesso da molti messo subito a tacere‭ ‬,le camerate erano enormi e la sera dopo aver girato per il paese di San Rocco e andato in una osteria a mangiare e bere del buon vino piemontese Giovannino e altri ritornavano in camerata‭ ‬,lì come tante femminucce ognuno si curava la sua intimità i panni intimi e cioè le mutandine e i calzini venivano lavati nei grandi lavandini della caserma e negli angoli della camerata appesi‭ ‬,c’era pure l’angolino per stirarsi le camice e a turno ognuno si stirava la propria biancheria‭ ‬,le coperte e le lenzuola venivano date dalla caserma e ogni certo periodo erano da cambiare‭ ‬,la mensa era enorme e il cibo al quanto buono,Giovannino solitamente mangia lì a pranzo poi la sera in osteria‭ ‬.

E avanti passo‭ ! ‬Tante le marce‭ ‬,quante risate con il cappello e la penna nera in testa era un vero uomo‭ ‬,un alpino di quelli che veramente apprezzava‭ ‬,apprezza ancora il vino‭ ‬.Furono giorni che passarono in fretta anche perché a Bergamo aveva lasciato gli amici e li ne aveva fatti altri‭ ‬.aveva lasciato un progresso che sempre più cresceva e in quegli anni tante cose cambiavano in fretta‭ ‬,si vedevano i primi centri commerciali‭ ‬,correva l’anno‭ ‬1970‭ ‬il progresso aveva fatto passi da giganti ‭   ‬e l’Italia stava in buona salute come naturalmente il nostro Giovannino‭ ‬.
Finirono i giorni dell’addestramento e Giovannino ebbe licenza di recarsi a casa sua‭ ‬,in quella occasione lui ricorda che si recò dalla sua nonna a Candida e al suo paese Salza Irpina‭ ‬,salutò gli amici di prima infanzia e molti suoi parenti‭ ‬,si sentiva libero e su quel treno che portava al sud era un giovane fatto oramai a tutti gli effetti‭ ‬.Ritornato a Bergamo dal car‭  ‬fu destinato il reggimento di appartenenza e come detto fu mandato a Merano in provincia di Bolzano‭ ‬,qui al raggruppamento servizi della sanità e del comando‭ ‬.

Da subito ebbe l’incarico di recarsi alla mensa ufficiali e nel tempo adeguato faceva l’attendente al Colonnello Guaschino‭ ‬,una persona tutto d’un pezzo‭ ‬,ma molto buono di cuore‭ ‬,gli voleva bene a Giovannino e fu proprio da quell’affetto che un giorno successe il finimondo‭ ‬:‭ ‬Giovannino aveva il permesso fino alle ore ventitré e trenta‭ ‬,cosa che altri erano limitati alle ventidue e trenta nel ‭   ‬rientro serale alla caserma‭ ‬,sentiva voci dai suoi amici che il colonnello lo cercava e che la caserma era in subbuglio ed erano tutti in allerta e lui non capiva cosa centrasse e cosa avesse fatto‭ ‬,rientrò e alla porta centrale d’entrata il sergente maggiore avvisava Giovannino che il colonnello era incazzato nero‭ ‬,‭ ‬sempre più si faceva fitto il mistero e il sergente spiegò a Giovannino chi erano i due ufficiali che erano stati a pranzare alla mensa ufficiali‭? ‬E da dove provenivano‭ ? ‬Giovannino che aveva responsabilità di registrare la presenza sugli addetti registri della mensa e chi fossero disse che tutto era ‭  ‬stato fatto a secondo delle disposizioni date‭ ‬.

I due ufficiali provenienti da un altro reggimento si erano fermati a desinare a quella mensa‭ ‬,ma Giovannino prese loro solo i loro nomi e non il numero di matricola militare e da li ci fu un casino‭ ‬,si pensò da subito che fossero spie e quant’altro e lui con altri della mensa furono passati responsabili di quell’accaduto,il colonnello che come detto voleva bene a Giovannino lui ed altri li condannò a stare per tre giorni puniti nella cella del corpo di guardia alla porta centrale‭ ‬,naturalmente non furono chiusi nelle sbarre e nemmeno ‭   ‬poi fu scritto nulla sul concedo militare perché questa fu una distrazione bella e buona‭ ‬.

Fu una sera ventosa e tirava vento di scirocco che Giovannino conobbe una bella ragazza‭ ‬,quella che poi sarebbe stata la sua futura moglie‭ ‬,con un suo amico si erano recati a mangiare una pizza e bere della birra Foster‭ ‬,usciti dal locale videro tre ragazze di cui Margherita al momento Giovannino buttò l’occhio sulla rossiccia‭ ‬,una tedesca bella formosa e piena di salute con tutte le sue belle forme in evidenza‭ ‬,si avvicinarono a loro e Giovannino per attaccare discorso gli fece una battuta‭ ‬:‭ ‬peccato disse‭! ‬Siete tutte tedesche e non capite quello che diciamo‭ ‬,ma subito Margherita disse di non essere tedesca e che lei era veneta spunto questo per attaccare bottone‭ ‬,‭ ‬infatti la discussione o meglio l’approccio funzionò,‭ ‬Giovannino e il suo amico le invitarono a ballare‭ ‬,una balera carina molto intima‭ ‬,lì si conobbero parlarono di tutto e di più con l’intendo che la sera dopo si sarebbero visti‭ ‬,almeno quello che Giovannino disse a Margherita e stabilirono alle venti e trenta della sera dopo‭ ‬.
Sapendo dove Margherita lavorava Giovannino la sera dopo si recò all’appuntamento‭ ‬,si anticipò e alle ‭   ‬diciannove era già lì come un fesso ad aspettare‭ ‬,Margherita allora era molto bella‭ ! ‬E lui ci teneva a conoscerla‭ ‬,ma lei non arrivava‭ ‬,passarono due ore e nessuno si vedeva‭ ‬,Giovannino tra se pensava che le donne a volte sono tutte uguali‭ ‬,che se non trovano il principe azzurro non si muovono‭ ‬,erano ormai le ventuno una serata d’autunno il vento era treschino in quel posto molto bello dal sapore straniero‭ ‬,chissà se verrà diceva tra se Giovannino‭ ‬,l’attesa era diventata ansia e non ci stava più nei panni‭ ‬,si fumò due pacchetti di sigarette ma nulla cambiò e decise di andarsene‭ ‬,si allontanò qualche passo e da lontano sentì una vocina direi al quanto incazzosa che diceva:‭
Senta lei ‭   ‬perché mi ha mentito‭? ‬Giovannino divento di mille colori e non capiva perché Margherita gli facesse tale domanda‭ ‬,gli rispose chiedendogli cosa fosse capitato e lei gli ribadì la stessa domanda aggiungendo che lui doveva identificarsi che era un militare‭ ‬.Ho capito disse Giovannino‭ ! ‬I militari qui non sono ben visti e la sera si andava in un bar ci si vestiva in borghese e si girava per conoscere qualche ragazza altrimenti era difficile fare conoscenze‭ ‬.Chiarito il fatto la Margherita acconsenti ad andare con lui in un bar‭ ‬,qui si misero in un privè e bevvero qualcosa‭ ‬,i primi sorrisi e battute fecero esordio e la simpatia incrociò gli sguardi nacque subito una bella intesa che si protrasse in tante sere dopo sempre o quasi in quel privè‭ ‬,le passeggiate sul Passirio di Merano poi erano tra le più romantiche e i primi baci rubati ne facevano passione‭ ‬.Nasceva così un amore il primo di Giovannino e nel seguente anno si sposava con Margherita‭ ‬.
Giovannino si sposa‭ ‬.

Dai diciotto anni Giovannino passa subito ai ventidue anni in cui prossimo al matrimonio sorvolando fatti che già in precedenza vi ho accennati‭ ‬:‭ ‬il militare e la sua leva e quello che lui aveva passato in quel mondo nuovo‭ ‬,la conoscenza con la Margherita e il luogo di Merano dove l’aveva conosciuta‭ ‬.
Dopo alcuni mesi egli finì la leva‭ ‬,erano gli anni‭ ‬1971‭ ‬e con la sua futura moglie decise di recarsi a Venezia‭ ‬.Erano gli ultimi giorni di militare e gli fu concessa la licenza premio a lui spettante di diversi giorni e vollero recarsi a Venezia‭ ‬,Verona e nei posti dove la Margherita aveva trascorsi i suoi anni da fanciulla‭ ‬,poi da li a Bergamo a conoscere la famiglia di Giovannino‭ ‬.
Fu una bella vacanza prematrimoniale e il morale era alle stelle tante erano le cose da fare e mille programmi da espletare‭ ‬,‭ ‬comunque la Margherita restava ancora per un anno a Merano prima di trasferirsi definitivamente a Bergamo in modo che il suo futuro marito preparasse il loro nido d’amore‭ ‬.In quel giro di piacere fecero da prima tappa a Verona e visitarono L’arena il centro storico e il palazzo Maffei meta questo che interessava a Giovannino per la sua antica casata‭ ‬.Pernottarono in un alberghetto e nella serata a cena consumarono un pasto a base di pesce ‭   ‬bevvero del vino bianco‭ ‬,esattamente una bottiglia di verdicchio‭ ‬,lui lo sostenne bene‭ ‬,ma la sua donna al primo bicchiere si ubriacò e Giovannino rimase in bianco‭ ‬,lui sperava che in quella occasione potesse fare qualcosa di intimo ma vedendo la situazione non ne volle approfittare‭ ‬.

Il giorno dopo passata la sbronza a Margherita partirono per Venezia anche qui presero una stanza e girarono la laguna in lungo e in largo‭ ‬,era d’estate e il caldo era insopportabile‭ ‬,sul letto Giovannino vedeva la sua donna nuda e il sangue gli saliva alla testa‭ ‬,furono abbracci e carezze‭ ‬,il resto ve lo lascio immaginare a voi‭ ‬,fecero foto a piazza san Marco e viaggiarono spesso in gondoletta con lo stupore e il piacere per entrambi‭ ‬,forse quel viaggio ‭   ‬prematrimoniale fu meglio del viaggio di nozze‭ ‬.Dopo Venezia si recarono a Bergamo‭ ‬,qui li aspettava la famiglia di Giovannino e con tanta accoglienza la madre il padre e i fratelli e sorelle di Giovannino accolsero la futura sposa‭ ‬,il padre il giorno seguente da subito gli regalò l’anello di fidanzamento che Giovannino gli mise al dito e fecero una modesta festa con la presenza dei parenti più stretti‭ ‬.

Passarono alcuni Giorni e dopo aver fatto vedere la città Giovannino e Margherita tornarono a Merano dove lui di seguito ebbe il concedo‭ ‬,lasciò quindi la Margherita a Merano e con l’accordo che al fine anno lei si sarebbe trasferita definitivamente da lui a Bergamo‭ ‬.‭ ‬L’attesa era lunga e la pazienza di aspettare era interminabile‭ ‬,mille erano le lettere che ogni giorno Giovannino gli ne scriveva una e le telefonate fattogli sul posto di lavoro‭ ‬,sembrava che il tempo si era fermato e non passasse mai‭ ‬.

Preparò tutto Giovannino‭ ‬:‭ ‬la casa in affitto arredata e tutto l’occorrente per il matrimonio‭ ‬.Questo avvenne nel‭ ‬1973‭ ‬,il‭ ‬13‭ ‬Gennaio nella chiesa di San Alessandro in colonna‭ ‬,una giornata di sole con un gran freddo e diversi invitati‭ ‬.Si recarono in un ristorante il Ventimiglia‭ ‬,ad oggi chiuso‭ ‬.lì festeggiarono e ballarono la loro festa‭ ‬,brindarono alla vita e al loro eterno amore‭ ‬.
Partirono quindi per il viaggio di nozze‭ ‬,la meta era il suo paese nativo‭ ‬,qui incontrò la sua zia Francesca e il suo zio Luigi di Candida e la sua dolce nonna Giovannina‭ ‬,quella che un tempo alla sua fattoria gli tirava i sassi per avere le dieci lire per comperarsi il cono gelato‭ ‬,salutò il ciabattino e i suoi amici di infanzia e partecipò ancora una volta con suo zio Luigi all’uccisione del maiale con la gioia dei cugini e a bere quel buon vino che in quei luoghi fa onore a quella terra‭ ‬.
Tornati a Bergamo cominciarono la loro avventura lavorativa‭ ‬,‭ ‬a quei tempi Giovannino si era staccato da suo zio e non volle più andare a lavorare da lui‭ ‬,trovò un posto di lavoro in una ditta di elettrochimica‭ ‬,lavoro questo al quanto pericoloso e nocivo ma ben retribuito‭ ‬,‭ ‬lei invece era brava a stirare e si recava da una lavanderia a fare delle ore di stiro‭ ‬,in più presero del lavoro di impagliatura‭ ‬,del tipo viennese e in una stanza debita a questo per circa due anni misero da parte circa ottocentomila lire questi servirono per aprire un laboratorio .
Ebbero tre figli ,di cui una femmina e due maschi .
Ad oggi molte cose sono cambiate,‭ ‬scrivo poesie‭  ‬e romanzi‭  ‬,cambia il modo di comunicare‭ ‬,‭ ‬il mondo essere e sempre più ci isoliamo l’uno dall’altro‭ ‬,ora in questi anni il virtuale fa faville grazie ad esso io posto la mia arte‭  ‬e sempre più si cerca di avere un dialogo attraverso i social network‭ ‬.

Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.



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